Santo Stefano di Sessanio

Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso d’Italia, il suggestivo borgo medievale abruzzese, fra storia e… magia dei paesaggi.


 

Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, il borgo di Santo Stefano di Sessanio, custodito in una cornice medievale incantevole.

Santo Stefano di Sessanio è un borgo fortificato medievale costruito su una preesistenza italico-romana, collocato nelle montagne abruzzesi a oltre 1250 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.

L’attuale configurazione urbana del borgo si costituisce nel periodo centrale del Medioevo quando si sviluppa il fenomeno dell’incastellamento: un paesaggio insediamentale caratterizzato da abitati d’altura, circondati da un perimetro murario fortificato, che restano ancora oggi uno degli elementi storico-topografici più caratterizzanti l’Italia appenninica.

 

Il borgo raggiunse in passato il massimo splendore come base operativa della Signoria di Firenze per il fiorente commercio della lana "carfagna" venduta in tutta Europa.

Nel periodo feudale Santo Stefano di Sessanio rientra nel dominio politico-territoriale della Baronia di Carapelle, appartenuta per secoli a una illustre famiglia fiorentina, i Medici, fino alla sua estinzione.

Il legame con Firenze e con il resto dell’Europa era dovuto all’importanza mercantile che la materia prima prodotta dall’economia locale, la lana, ebbe nel periodo medievale fino all’inizio dell’età moderna.

Tale importanza e tale legame col capoluogo Toscano, mercato di riferimento per tale materia, spiegherebbe come in territori dall’agricoltura poverissima, al limite della materiale sussistenza, siano sorti borghi di notevole prosperità, ancora oggi testimoniata dalla qualità e dall’articolazione architettonica degli edifici storici presenti.

Nuovi mercati, nuove materie prime e, infine, le politiche agricole del nuovo stato unitario a scapito dell’industria armentizia, avrebbero segnato il destino di questi borghi, consegnando le popolazioni del posto a una vita di stenti e miseria che si sarebbe infine conclusa con l’emigrazione e con il quasi integrale spopolamento.

 

Antichi cortili di insolita bellezza, vicoli, passaggi coperti, logge e mura, che si fondono in una perfetta armonia con il territorio circostante .

Santo Stefano di Sessanio attualmente si presenta con un impianto urbanistico tipicamente medievale e con stratificazioni architettoniche tardo-medievali e di epoche successive di complessa articolazione: corti, patii, vicoli, passaggi coperti, con la presenza nelle abitazioni di archi, logge, portali, camini e cornici in pietra. Il tutto con quella originale apparenza di sviluppo urbano spontaneo e non pianificato e con le stratificazioni sovrapposte le une sulle altre tipiche di questi borghi storici di montagna così lontani dal Patrimonio della Classicità.

L’elemento di eccezione di questi borghi è la conservazione di quell’ancestrale e incorrotta armonia tra il borgo incastellato e il territorio circostante, un paesaggio tanto sedimentato nell’immaginario, quello dei borghi incastellati sulle sommità dei monti, quanto nella realtà a rischio di estinzione, paradossalmente, come la storia ci insegna, anche a partire dalla ridestinazione turistica.

 

Santo stefano e la Toscana, unite in un percorso comune di tutela del paesaggio e del suo patrimonio storico.

La grande cultura del Paesaggio che la Toscana impone fin dai tempi del Gran Ducato e un possibile contributo nella ricostruzione del più simbolico delle vestigia storiche del borgo - la sua torre “Medicea” - riavvicinerebbero dopo secoli, a seguito di una tremenda sciagura, questi due territori, in un processo che Santo Stefano, questo piccolo borgo dell’Abruzzo, aveva già avviato, di tutela del paesaggio e del suo patrimonio storico. Un progetto che oltre i grandi valori culturali ha dato il via a un nuovo modello di sviluppo turistico ed economico che sta facendo scuola a livello accademico e di Società Civile nelle più qualificate istituzioni internazionali e con una copertura mediatica sui più importanti quotidiani del mondo.

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